Il veleno delle parole: come le nostre frasi plasmano il mondo degli altri
Anche le tue parole come quelle degli altri possono essere veleno o antidoto. Cosa scegli si essere?
CRESCITA PERSONALE E COMUNICAZIONE
Luigi Sposito
1/2/20252 min read


Il veleno delle parole: come le nostre frasi plasmano il mondo degli altri
Le parole possono essere come serpenti. Alcune strisciano inosservate, altre mordono. Alcune accarezzano, altre avvelenano. E spesso non ci rendiamo conto di quanto un semplice commento, una frase detta con leggerezza, possa insinuarsi nella mente di chi ci ascolta, lasciando una scia di insicurezza, dolore o rabbia.
Siamo veloci a puntare il dito contro gli altri, accusandoli di essere negativi, distruttivi o manipolatori con le loro parole. Ma quante volte ci fermiamo a riflettere su ciò che diciamo noi?
Ogni frase che pronunciamo è una scelta. Ogni parola che scegliamo di usare può costruire o distruggere. È facile dimenticare che anche noi siamo strumenti di influenza, nel bene e nel male.
Hai mai pensato a quante volte hai spezzato un sogno, ridicolizzato un'idea o diminuito il valore di qualcuno con un "non puoi farcela" o un "è una stupidaggine"? Forse lo hai fatto senza pensarci, forse con una risata, forse con la convinzione di essere sincero. Ma sincerità e crudeltà non sono sinonimi.
Pesare le parole non è solo un esercizio di responsabilità; è un atto di coraggio. Perché scegliere le parole giuste significa prendersi il tempo di capire l’effetto che avranno, di immaginare il mondo che costruiranno.
Questa responsabilità è tanto più importante quanto più le nostre parole raggiungono un pubblico vasto. Pensa ai social media, dove un commento distruttivo può essere visto da centinaia, se non migliaia di persone. Le parole digitali non svaniscono; rimangono incise in post, messaggi e discussioni che possono riemergere in qualsiasi momento. Una frase detta per rabbia o per impulsività può avere un impatto duraturo, danneggiando non solo chi la riceve, ma anche chi la pronuncia.
Rifletti su come le parole che dici possono trasformarsi in storie che le persone portano con sé. Un insegnante che dice a un alunno che non è portato per una materia, un genitore che minimizza le emozioni di un figlio, un collega che ridicolizza un’idea in una riunione: questi momenti si imprimono nella memoria di chi li vive, spesso creando ferite che richiedono anni per guarire.
Eppure, le parole possono anche essere il contrario di tutto questo. Possono essere il ponte verso un nuovo inizio, la scintilla che accende una passione o il balsamo che lenisce una ferita. Un semplice “Credo in te” può trasformare un momento difficile in un’occasione di crescita. Un “Come posso aiutarti?” può fare sentire una persona meno sola. È sorprendente quanto poco sia necessario per cambiare il corso di una giornata, di una settimana, di una vita.
Ma fare questo richiede consapevolezza e impegno. Non è facile scegliere con cura ogni parola, soprattutto nei momenti di stress o di conflitto. Tuttavia, è proprio in questi momenti che si misura la nostra capacità di costruire invece che distruggere.
Inizia oggi. Rifletti su ciò che hai detto oggi. Hai avvelenato qualcuno con la tua lingua? O hai scelto di essere antidoto? Non è mai troppo tardi per cambiare. Non è mai troppo tardi per trasformare il tuo linguaggio in uno strumento di crescita e connessione.
💭 Lascia un commento: quali strategie usi per scegliere le tue parole? Oppure racconta di un momento in cui una frase ti ha ferito o ispirato. Le tue esperienze possono aiutare altri lettori.
Parlare è un atto quotidiano, ma scegliere di farlo con intenzione può diventare una rivoluzione personale e collettiva. Puoi essere il cambiamento che vuoi vedere, una parola alla volta.
